lunedì 19 novembre 2007

NO alla legge LEVI- PRODI.

Non essendo troppo informata sull'argomento, ma condividendo quel poco che so, eccovi un qualcosa che lascerà tutti con la bocca aperta...anzi con la bocca CHIUSA... riporterò in seguito il post così come l'ho trovato sul blog di Beppe Grillo:


"
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico."


Assurdo, vero? Verrebbe da gridare viva la democrazia, viva la libertà di pensiero e di parola, siamo in uno stato libero!!! MA DOVE??? MA STIAMO SCHERZANDO??? NO, NON VA...


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19 NOV 2007

(ALCUNI DI VOI MI HANNO RASSICURATA METTENDOMI AL CORRENTE DEGLI SVILUPPI DELLA FACCENDA...QUINDI SE HO BEN CAPITO, PERICOLO SCAMPATO!)

4 commenti:

Cassa ha detto...

Ma scusa, da quand'è sul blog di Grillo questa "notizia"? Perché, se da un lato è vero il disegno di legge, dall'altro ha suscitato polemiche dal giorno dopo e si sono sprecate dichiarazioni che ridimensionavano la portata del provvedimento.
Sia il relatore che il ministro delle Comunicazioni hanno precisato che la legge si intende da applicare ai siti internet che fanno "testate on line", cioè sono nella sostanza giornali non sottoposti alla legge sull'informazione, e che non si intende applicata ai blog personali. Certo, c'è da discutere se quello di Grillo sia un vero blog o piuttosto un organo di contro-informazione, ma appunto se ne occuperà chi di dovere.
Ci sono già abbastanza grattacapi ad avere un blog personale senza inventarne altri. Ad esempio, la responsabilità legale per commenti anonimi è del tenutario, che quindi deve rispondere di calunnie ed altri reati commessi dai frequentatori mezzo rete.

Mark ha detto...

se non mi sbaglio questa proposta non è stata varata..era anche logico,a noi cmq non costerebbe nulla creare un blog su una piattaforma non italiana e sorvolora questa ipotetica tappa-bocca..cmq non credo sia fattivile tale legge

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Tranquilla, tutto è stato già ridimensionato. A suo tempo ci fu una bella levata di scudi in rete (il mio fu tra i blog che fece un post al fulmicotone) e con la petizione di cui tu scrivi e con altre personalità della cultura che si movimentarono il tutto fu ridisegnato e lo steso Levi fece dietrofront in realtà dimostrando solo che si trattava di uno che voleva un giorno direa ai suoi nipotini che anche lui aveva fatto una legge dello Stato recante il suo cognome.

Juliet ha detto...

grazie ragazzi, mi avete rassicurata...non ero a conoscenza degli sviluppi...sono nuova della rete...ma ora so una cosa in più...gracias!

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