domenica 9 dicembre 2007

C'era una volta un re...

Inizia così la storia che non scriverò mai...inizia così la storia che fa più male....quella dalla quale vengo e che non riesco a lasciare...quella che nessuno sa. E non c'è nessuna metafora, il re esiste ancora...ed è ogni giorno davanti ai miei occhi. Sua suddita dalla nascita, lo veneravo come un dio...poi un giorno, di tanto tempo fa, l'incanto si ruppe e lo vidi per quello che era, un uomo. Un semplice uomo. E la regina è una semplice dama, un'androide umano senza progettazione logica. Ecco perché farebbe meglio a non parlare. I due principi regnanti hanno già abbandonato il regno, ma con doti molto diplomatiche lo tengono sott'occhio...non si sa mai, qualche invasore! E l'altra principessa ha trovato un principe che le ha donato un regno al costo della sua legittimità al trono. ...A soccorrere le damigelle ci sono i cavalieri, i principi azzurri. Io non ne ho bisogno, anzi non ne voglio. Stanca di cercare ancor prima di guardarmi attorno.
I miei draghi me li uccido da sola, ammesso che siano loro i cattivi. Il regno non sarà mai dell'ultima arrivata, e sinceramente non mi è mai interessato. Le gonne da principessa sono scomode per scappare a cavallo. I capelli intrecciati danno fastidio, meglio sciolti, il vento li guiderà. Per la spada non voglio nemmeno un fodero. Che tutti vedano sempre la mia difesa! I piedi possono anche essere nudi, ma solo terra toccheranno.
Il mio cuore non ha re. Non rinnegherà mai il suo creatore, ma non ha re...è mio.

3 commenti:

Mangy ha detto...

mi piace come scrivi.......bello...

Ammiraglio Vlad ha detto...

Fantastico! A volte però io ho l'impressione di essere del mio cuore, non posso fare altro che seguirlo, non che sia di qualcuno beninteso è piuttosto indisciplinato per far da suddito a chissivoglia.

Pal ha detto...

Bello...pero i capelli al vento sono scomodi :) meglio legati cosi almeno non rompono le scatole :D

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