venerdì 7 dicembre 2007

"Sartoriando"

IL RICATTO DEI NANETTI; di Giovanni Sartori

Tempo fa formulavo la «legge dei nanetti »: se una riforma elettorale è avversata dai partitini, vorrà dire che va bene; se invece piacerà ai partitini, vorrà dire che è cattiva. La rivolta dei nanetti è ora puntualmente avvenuta. Per la mia «legge» andrebbe combattuta. Invece Prodi in cuor suo gongola. Perché ora può affrontare Veltroni a muso duro, così: sei tu che hai inferocito i miei micro-partiti, e quindi sei tu che li devi placare facendo marcia indietro; altrimenti i nanetti mi fanno cadere e tu sei il traditore che affonda la sinistra al governo. Se io fossi Veltroni (sia chiaro: non lo sono) gli risponderei a muso altrettanto duro così: se tu usi i nanetti per ricattarmi, io non ci sto. I nanetti sono tuoi, sei tu che te li sei coccolati e messi in casa. E debbo resistere sulla riforma elettorale che ho proposto proprio perché non voglio finire come te, e cioè paralizzato in un culo di sacco. E poi i tuoi nanetti li hai attizzati anche te fornendo loro la copertura di argomenti che ne nascondono la vera motivazione: mantenere il potere di ricattare il potere.

Dicevo che non sono Veltroni e che davvero non saprei come si regolerà. Resta utile passare in rassegna gli argomenti che i prodiani (anche con apporti esterni) fanno valere contro i sistemi proporzionali «impuri» (e cioè di proporzionalità ridotta) in discussione tra Veltroni e Berlusconi.
Il primo è che la proporzionale uccide il bipolarismo. La tesi è infondata. Inoltre i bipolarismi sono due. Quello che andrà a morire — si spera — è il bipolarismo sbagliato, all'italiana, che va a finire (Prodi docet) nell'ingovernabilità e nell'imbottigliamento. L'altro, è il bipolarismo flessibile praticato da tutte le democrazie parlamentari. Pertanto la «fine» del bipolarismo denunciato dai prodiani è uno spauracchio che non ci deve spaventare.
C'è poi l'argomento che gli italiani hanno conquistato il diritto «irrinunciabile » di sapere, prima del voto, quale coalizione (immodificabile) li governerà. Confesso che la straordinaria importanza di questo diritto mi sfugge. Ci viene raccontato che a questo modo i partiti sono soppiantati dalla volontà degli elettori. Ahimè no: questo è soltanto un imbroglio, o comunque un auto-inganno. In realtà la dottrina del «sapere prima» e delle coalizioni bloccate serve solo a garantire la durata in carica per cinque anni anche a un governo di incompetenti, di incapaci e di zombi. Il che equivale a dire che comporta — tra un'elezione e l'altra — un'intoccabile oligarchia partitocratica. Prodi si propone di insegnare in futuro la teoria delle coalizioni. Mi permetto di segnalargli che per questa teoria, che esiste da tempo, le coalizioni «ottimali » (che funzionano) devono essere minimal e connected, vale a dire minime (quanto più piccole possibili) e connesse (tra partiti contigui, vicini). Spiego meglio: la coalizione dev'essere minima, perché così è probabilmente più coesa, meno eterogenea; e deve essere tra vicini per minimizzare la loro distanza ideologico-programmatica. Invece noi abbiamo cercato coalizioni massime caratterizzate ovviamente da sconnessione. Prima di fare (malfare) bisognerebbe sapere.

05 dicembre 2007

3 commenti:

Alessio ha detto...

Certo che no mettilo pure, magari cita la fonte che te l'ha fatto conoscere :)

Cassa ha detto...

Ma...Sartori ha cambiato personalità (e/o idea) negli ultimi mesi oppure sono io che ho l'influenza?

Perché SONO D'ACCORDO con lui. Che questa mania degli elettori "che scelgono chi li governa" è una montatura,che il bipolarismo (che, comunque, non mi convince) non è questo di cui siamo malati da quattordici anni, che Prodi e soprattutto i prodiani dovrebbero finirla di tirare la corda con le loro assurdità.

Perché va ricordato che, nel '96, Prodi cadde per "colpa" di RC, ma hortantibus D'Alema e Marini (cioè quelli che oggi sono il PD)...e sia mai che risucceda...

Juliet ha detto...

quello che ti posso dire è che spesso gli opinionisti, anche bravi come Sartori, tendono ad andare contro corrente per interesse, o per lo meno tendono a seguire la corrente dei lettori...e finché dicono la verità niente da obbiettare. Con questo non voglio dire che Sartori sia un volta bandiera, ma che non ci si deve meravigliare di un cambio d'opinione, in fondo tutti hanno diritto di ricredersi. LA COSTANZA NON è UMANA.

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