mercoledì 9 gennaio 2008

Si fa per dire

Povera quella città vecchia e stanca...il tempo di gloria l'ha avuto troppo tempo fa. Se ne sta ancora sdraiata al sole sulla riva del mare, lei e quel suo caratteraccio pronto ad esplodere...lei sedotta e sfruttata da un qualcosa organizzato a fin di male. Ne ha viste tante la grande Napoli...anzi ne ha VISTI tanti. Tutti pronti a dirle: non avere paura ci penso io a te, tu dammi il tuo cuore e io lo faccio in mille pezzi. Povera donna in mano a chi non la merita! Il nostro paese è una stola di seta piena di piccoli diamanti...Napoli è uno di questi, esattamente come le altre città... è un po' di tempo che guardo il carbone come se fosse un diamante...nero , sporco, ma essenziale...Povera Napoli. Povera si fa per dire, hai tutto tu, sei bella ma estremamente triste e maltrattata... eppure oggi quando ti ho vista non piangevi, sembrava tutto normale. Ma tu fingevi, vero? Le donne forti fanno sempre così...l'ho fatto anch'io a volte, ma quando ero da sola le lacrime giungevano irrefrenabili...tu come fai a non piangere? Gridi, graffi...ma non piangi mai!

18 commenti:

Eleanor ha detto...

ma com'è EMOZIONEVOLE la nostra Juliet......bellissimo post.....

inutile cercare di starti dietro: mi appoggerò alla fama di un Grande Riconosciuto per non sfigurare ;)


“[…] Non somigliava a niente la nostra città, vero? Era il pezzo di coccio con cui Giobbe si gratta la rogna, un frammento lavorato da un uso immondo e dalla santità. Se avessi detto questo allora mi avrebbero lapidato. Ora invece sento che va sulla bocca di tutti come un proverbio. Era solo una città del sud, una di quelle affacciate sul mare dove la gente è votata all’inerzia e all’azzardo e accetta lo spreco di morti violente. I colpi esplosi in terra si perdevano al largo ed erano solo un suono di sugheri stappati per chi stava in mare sulle barche. Il nero delle madri e delle vedove luccicava di lacrime nei cortei di mezzogiorno, come in tante altre città del Mediterraneo. Era una terra troppo spalancata e dai rilievi docili. Nessun conquistatore fu respinto davanti al suo golfo, ognuno di loro ebbe diritto d’essere acclamato. Quel fasto consumato in fretta e rovesciato dal successivo ha lasciato inteso che i poteri erano precari come l’intonaco che la salsedine sfalda. Ora avrebbe bisogno di silenzio, di non essere nominata.”

Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno

Juliet ha detto...

Non c'è nessun altro posto che chiamerei casa..........nonostante non sia la mia casa reale...

Lele ha detto...

Pensiero molto amorevele per una città che l'uomo sta maltrattando indegnamente.......!"Il nostro paese é una stola di seta piena di piccoli diamanti...." l'ho scritta senza fare copia incolla....meritava....frase stupenda.......!
Buonanotte Juliet,vado a dormire.....!

P.s. credo di avercela fatta col menù a tendina.........!

Juliet ha detto...

ti ringrazio, ma come al solito sei troppo buono...

con il menù dei solo prenderci la mano...

sR ha detto...

forse sono davvero i napoletani a non essere degni di vivere in quel paradiso chiamato Napoli.
non posso credere alla loro disarmante passività.
amo Napoli e vederla così ridotta fa davvero male

Juliet ha detto...

sai è facile dare la colpa al popolo del degrado del posto...ma facendo l'esame di coscienza...Napoletano è colui che ama e rispetta Napoli...non averlo come dato anagrafico...
Napoli non si è tirata su da sola...qualcuno l'avrà pensata...qualcuno l'avrà costruita...qualcuno l'avrà amata e sicuramente qualcuno vorrà tenersela stretta!

sR ha detto...

ma i napoletani non fanno molto per tenersela stretta.

Juliet ha detto...

e allora non sono napoletani!neanche o stato fa nulla per tenersela stretta! nessuno sta facendo nulla per tenersela stretta...tutti cercano solo di tenerla sotto controllo

sR ha detto...

allora sono camorristi...

Juliet ha detto...

lo stato che pure vuole tenerla sotto controllo è un camorrista, un mafioso? spero di no...è facile parlare...anche io parlo troppo a volte. Credo che la cosa sia anche una colpa individuale..le persone si aspettano che qlc1 provveda alle loro mancanze, e chi dovrebbe provvedere si aspetta che gli altri facciano il possibile per risparmiargli lavoro...e alla fine ci si ritrova pieni di problemi.

silvio ha detto...

Quando raggiungi le tenebre, forse è quello il momento in cui riesci a vedere la luce...o solo a desiderarla!!

Forse questo è il momento in cui napoli, ma sopratutto chi la amministra, ha veramente toccato il fondo....

Gianluca ha detto...

Uno scritto emozionante, se tutti amassero la proprio città così....

sR ha detto...

juliet sarai proposta come nuovo sindaco di Partenope!

mario ha detto...

bellissimo questo post davvero...
capisco cosa vuoi dire....
bellissimo davvero anche io vivo napoli non sono di napoli ma la vivo da 6 anni....
ho imparato ad amarla come una mamma come una mamma maltrattata come dici tu...
dai suoi stessi figli

Juliet ha detto...

@sR: io sindaco??? no grazie!

sR ha detto...

ma anche le immagini del sito le fai tu?

Juliet ha detto...

se intendi disegnarle personalmente no...però le adatto...adoro disegnare a non ho ancora avuto i tempo di preparare nulla per il sito

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Davvero un post struggente.

Una dichiarazione d'amore per Napoli.

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