martedì 26 febbraio 2008

Parliamo di donne.

La figura femminile ha una storia tutta sua. E come ogni buona evoluzione che si rispetti ha i suoi rami evolutivi ben distinti. I due estremi potrebbero essere la donna occidentale e la donna medio-orentale.
Una emancipata, teoricamente alla pari, nulla fa trasparire un dislivello in nessuna attività tra il genere maschile e quello femminile, ed ha una bellezza che lascia ben poco all'immaginazione, poiché non ha più veli.
L'altra ha un ruolo ben distinto dall'uomo. Ha doveri e diritti ben ristretti in poche mura...e una bellezza tutta da scoprire, segretamente custodita da veli invalicabili.

La donna dei nostri scenari ha prima conquistato i pantaloni, poi le minigonne, ha esibito i suoi perizomi in tutte le prospettive e adesso si rifugia nello stereotipo di metamorfosi tra un'oca e una donna (solo in alcuni casi). Nascondendosi in una "giulività" che non le compete.

L'altra dichiara di non soffrire del fatto di dover nascondere il proprio capo, poiché ha il cervello ben in vista....si, ma quel cervello ha poca voce in capitolo al di fuori di quel velo. Spesso al primo segno di maturità viene "venduta" in sposa a vecchi uomini che, nel tempo che gli rimane, dell'amore non hanno nulla da insegnare a delle bambine.
Le società non dovrebbero essere esclusivamente patriarcali.

Poi c'è quella orientale, altrettanto ghettizzata per alcuni versi, ma a differenza della seconda, della sua bellezza viene fatto quasi un culto. Tutto è esaltazione di delicatezza e ostentazione di femminilità...ma è un compromesso tra considerazione di ruolo e rappresentatività dello stesso.

Se mi privassero del mio aspetto, avrei ancora una voce bella forte da far sentire, ma se tarpassero le ali delle mie idee, avrei ben poco da gridare...

Sono sicura che il mio sia un discorso fin troppo generico, ma per approfondire alcune tematiche si deve sempre iniziare da un cappello...e poi diciamoci la verità, sono troppo curiosa di sentire la vostra.

8 commenti:

Cassa ha detto...

Nascondendosi in una "giulività" che non le compete.

Chi l'ha detto che non le compete?

Nel senso, non riesco ad immaginare una condizione più pervicacemente cercata con tutte le forze da legioni e legioni di bambole, più che donne.

A me sembra che, sulla media, libertà, emancipazione e chi più che ne ha più ne metta non siano messe a frutto come nelle rispettabili (ed utopiche, sotto certi versi) intenzioni originarie.

Per usare un'espressione forte, libere di essere a tutti gli effetti un oggetto.

Beh, la libertà è usata più spesso male che bene, quindi niente scandali.

Juliet ha detto...

se alle donne compete essere oche..agli uomini dovrebbe competere l'essere rudi!...io non credo...non so chi abbia lanciato sta moda della velina, ma ha rovinato le donne!

libertà e libero arbitrio fanno guai insieme...

gloriamundi sloggata ha detto...

A mio avviso è soltanto questione di relativismo, di come noi vediamo e interpretiamo una libertà, e si tratta puramente e semplicemente di un fatto culturale.

Il velo della donna mediorientale equivale alle nostre scarpe coi tacchi da dodici centimetri, o agli anelli delle donne-giraffa, o alle scarpine delle geishe... Standard culturali di bellezza/avvenenza che sono contemporaneamente simbolo di affrancamento, di trasgressione, di sensualità; simboli voluti o obbligati, di schiavitù volute, o imposte.

Il fatto stesso della sottomissione morale e sessuale all'uomo, è una schiavitù in parte imposta, in parte voluta: è funzione dell'educazione e varia a seconda del clima culturale a cui si appartiene.
Non riesco a considerare cose giuste e sbagliate in toto, ma solo cose ritenute giuste e cose ritenute sbagliate a seconda del sistema di riferimento preso in considerazione.

La diversità tra tradizioni è lacerante, in questi termini: se tu volgi il pensiero a come gli antichi Greci potevano considerare i matrimoni tra fratelli in Egitto, o a come i conquistadores considerarono immorali i sacrifici degli Amerindi, o i loro abiti succinti... E viceversa, riesci a farti una minima idea della varietà di sfaccettature.

Ovvio che se ora, e qui ti cito, ti privassero del tuo aspetto, faresti sentire la tua voce. Ma è la solita questione che l'orso non cerca il miele, se non l'ha mai assaggiato. E una volta che lo assaggia, ne diventa ghiotto.

Probabilmente, fossimo nate (parlo anche per me, eh) in quei Paesi, e ci fosse stato insegnato di comportarci in determinate maniere, vestirci in un certo modo, che nella persona di nostro marito avremmo dovuto riporre massimo rispetto, obbedienza, sottomissione, obbedire ad ogni sua richiesta o desiderio, anche in caso di violenze, e tacere in ogni caso, perchè è giusto così, beh... molto probabilmente sarebbe diventato ai nostri occhi persino una sorta di valore in cui credere, e una condizione addirittura da difendere.

O magari no. Ma si sa, i ribelli son presenti sempre e ovunque, ma tuttavia in poco numerosa quantità. E fanno spesso una brutta fine.


PS1: La morale della favola è (perchè ho tanto cianciato senza concludere nulla :-D ): non credo esista un "modello" femminile - o maschile, eh - che rispetti appieno la dignità della persona stessa, in modo universale. E neppure in una libertà, vista come emancipazione, "giusta".

PS2: temo tra le altre cose di essere andata OT, e anche in egregia (leggi: vergognosa) misura; chiedo venia.


Au revoir! ;-)

Bk ha detto...

Oddio che commenti lunghi...
il mio sarà corto.
E' colpa dell'uso che le donne fanno della loro bellezza.
Puntanto tutto su quella.
Non tutte... ma molte.
Bk

Chiara ha detto...

Mi viene in mente Monna Lisa Smile, quando un'alunna di Julia Roberts personaggio SCEGLIE la vita di moglie, casalinga, mamma, dopo aver avuto la possibilità di emancipazione, carriera, successo.

"Se alle donne compete essere oche...agli uomini dovrebbe competere l'essere rudi!"

Palesmente oche e rudi sono attributi dispregiativi, ma potremmo anche dire (beninteso, la prima contro il mito velina e l'uomo burino) muliebre e virile, in cui traspare una netta, evidente e EFFETTIVA differenza tra i sessi.
Vero è, nell'ambito "nostro", che gli uomini si sentono protetti dal fatto che comunque le donne sono ormai emancipate e sono, diciamolo, tendenzialmente più forti (anche se in molti modi differenti) ma sinceramente tra poter scegliere di sviluppare e maturare la mia parte femminile in compromesso con un compagno più impositivo e dover riaffermare continuamente l'aspetto forte (che comunque resta presente) non credo che disprezzerei tanto la prima ipotesi...tutto è relativo, e non sono per maschio/femmina, ma tra ogni singolo individuo. Lo si vede palesemente in musica, nell'arte! E' una questione di equilibri forse...

Comunque non penso che si possa giudicare giusto/sbagliato. Vuoi mettere la minigonna passando la serata a far finta di stare attenta a non farla salire? O portare tacchi alti scomodi e dannosi per la tua schiena? O rifarti tutto il possibile e poi non riconoscerti? 'Azzi tuoi. Troverai qualcuno a cui andrai bene così. Spero che tu vada bene a te stessa e che tu possa essere felice. Vuoi fare la donna-con-le-palle che non si fa sottomettere, che ha la meglio sul marito, che si impone e che non sopporta più nessuno? Basta che poi non ti lamenti con me perché tuoi marito va da un'altra o che è molle. Ognuno fa le sue scelte, no?

Juliet ha detto...

sono d'accordo con te. Ho visto quel film qlc tempo fa...la cosa che non concepisco è la libera scelta di alienarsi da se stesse...la scelta di essere oche proprio non la capisco!

Eleanor ha detto...

ma....parità non è imporsi sul marito...mi rifaccio a una parola di Chiara, ma è solo l'occasione per parlarne....le vie di mezzo....
io voglio rispettare il "mio uomo" (suona bene!^^) come rispetto le altre donne, non è giusto rispondere con uno schiaffo per un insulto in nessuno dei due casi, se ho una co-inquilina donna pretendo di dividere le pulizie in casa così come farei col mio fidanzato....
e voglio essere rispettata in tutti i miei aspetti....
sul luogo di lavoro mi impegno in base a quanto sono preparata e a quanto sono riposata, non voglio lavorare di meno perché sono carina o perchè ho appena messo lo smalto, e un uomo non deve essere favorito solo perchè non può rimanere incinto.
a volte mi capita di fare l'oca, così come sono sicura che a ogni uomo capiti di fare l'imbecille rude"da birreria" qualche volta....ma non si può discriminare per una debolezza....no?

giusto per dire la mia, scusate se non c'è un filo logico....
ma la parola chive è PARITA'. da non confondere con "chi è che porta i pantaloni"

Virgilio Rospigliosi ha detto...

Mi pare che si vada un pò da un estremo ad un altro. Nel primo caso siamo all'eccesso. Ormai nel mondo occidentale non ci si sposa più e le donne giocano a fare le bimbe fino a 50 anni. Nel medio oriente la cosa è imposta dalla religione e le donne non possono fare altrimenti. E' una scelta obbligata...Ciao

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