mercoledì 13 febbraio 2008

riPOLITICando 4

Un po' di ingegneria elettorale.
Bisogna chiedersi se e quando il sistema elettorale:
a) manipola le scelte dell'elettore;
b) sotto o sovra rappresenta i partiti;
c) incide sul numero dei partiti.

Bisogna ricordare che generalmente l'ascesa di un terzo partito genera disagio in uno dei due che porta anche alla scissione; inoltre quando un terzo partito emerge nella competizione, non si aggiunge ai due ma sostituisce uno dei due nel favore del corpo elettorale.

I rappresentanti politici si dividono in:
fiduciario: libero rappresentante che corrisponde essenzialmente alla sua coscienza;
delegato: si rifà agli orientamenti e istruzioni degli elettori;
politico: cerca di conciliare fiduciario e delegato.
Nella società moderna l'orientamento fiduciario è il più realistico, mentre il delegato è meno funzionale.

Per Pareto la classe eletta sarà composta da tutti coloro che hanno indici alti nel ramo della loro attività, qualunque essa sia (cioè un bravo medico, un bravo ladro, un buon contadino, etc...). All'interno poi di questa èlite Pareto distingue due categorie: la classe eletta di governo (ministri, senatori, ...) e classe eletta non di governo (il bravo medico di prima con il ladro e il contadino...basta che siano bravi nel loro mestiere).

Un governo che si fa obbedire in un territorio è indicatore dell'esistenza di uno stato che mantiene sovranità in quel territorio.

10 commenti:

domenico letizia ha detto...

ecco qui mi viene da dire un pò cos'è la democrazia diretta:
Uno strumento di democrazia diretta che sta affermandosi nella nostra cultura è il bilancio partecipativo dall'esperienza di Porto Alegre in Brasile.

Le nuove tecnologie informatiche e di comunicazione potrebbero essere sfruttate per nuove forme di democrazia diretta e-democracy (per esempio oggi è concepibile, almeno in Occidente, un referendum elettronico).

L'Italia prevede due strumenti di democrazia diretta: il referendum e l'iniziativa popolare. L'influenza di tali strumenti è, nel complesso, abbastanza marginale.

La Svizzera è l'unico stato che applica la democrazia diretta a livello nazionale, cantonale e comunale. Il popolo può bloccare una legge o una modifica della costituzione deciso dal parlamento tramite referendum o può imporre un cambiamento legislativo o costituzionale tramite un'iniziativa popolare. In due cantoni svizzeri, Canton Appenzello Interno e Glarona, la votazione avviene in modo tradizionale tramite alzata di mano (Landsgemeinde), altrove il voto viene espresso al seggio o per corrispondenza.

Comunque esistono istituti di democrazia diretta in quasi tutte le democrazie moderne, anche se perlopiù sono fortemente limitati dai rispettivi governi o parlamenti.

In Svizzera la democrazia ha sia forma diretta che rappresentativa. La fusione delle due forme non è una caratteristica unica della Svizzera ma rispetto agli altri paesi ciò è accentuato. I cittadini possono sia proporre leggi sia respingere leggi già approvate dal parlamento.

Sono presenti numerosi metodi per consultare il popolo, a seconda della questione:

Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione federale. 100 000 aventi diritto di voto possono proporre la revisione totale della Costituzione e tale revisione è sottoposta al Popolo per approvazione.
Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale elaborata. 100 000 aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione presentata in forma di progetto elaborato e tale revisione è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni.
Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale generica (sostanzialmente si obbliga i rappresentanti a legiferare su un dato argomento secondo principi generici). 100 000 aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione in forma di proposta generica e tale revisione, se respinta dai rappresentanti, è sottoposta al voto del Popolo. Se approvata i rappresentanti elaborano il progetto proposto dall'iniziativa.
Referendum obbligatorio. Devono essere approvate dal voto del Popolo e dei Cantoni le modifiche della Costituzione, l’adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità sopranazionali e le leggi federali dichiarate urgenti (prive di base costituzionale e con durata di validità superiore a un anno). Devono essere approvate dal Popolo le iniziative popolari per la revisione totale della Costituzione, le iniziative popolari per la revisione parziale della Costituzione presentate in forma di proposta generica e respinte dai rappresentanti ed il principio di una revisione totale della Costituzione in caso di disaccordo fra i due rami del parlamento.
Referendum facoltativo. Se 50 000 aventi diritto di voto o otto Cantoni (repubbliche federate della Svizzera) ne fanno richiesta sono sottoposti al voto del Popolo: le leggi federali, le leggi federali dichiarate urgenti (con durata di validità superiore a un anno), i decreti federali, i trattati internazionali.
La popolazione votante si aggira intorno al 40%. Per aumentare questa percentuale si sta sperimentando l’uso del voto elettronico.
Se gli elettori (di solito un gruppo di interesse) raccolgono 100.000 firme a favore di una determinata iniziativa, la questione deve essere sottoposta ad una votazione in tutto il paese. In teoria, un'iniziativa può trattare solo temi di carattere istituzionale, ma in pratica sono tenute su questioni molto diverse. Di recente sono state lanciate iniziative su questioni quali i tagli alle spese militari (respinta) e la limitazione della popolazione straniera al 18% (respinta). Iniziative più "originali" hanno riguardato una semplificazione della procedura per l'apertura delle case da gioco (accolta) e il divieto della produzione e della vendita dell'assenzio (accolta).

La prima iniziativa lanciata con il sistema attuale, per la quale si votò nel 1893, chiedeva che fosse vietato il metodo ebraico di macellazione senza lo stordimento iniziale dell'animale. Passò, contro il parere del Parlamento.

Alcune votazioni sono chiare e comprensibili ed interessano la gente perché riguardano la loro città, il loro lavoro o i loro figli. Altre volte il quesito non è così chiaro e gli elettori non sono sicuri dell’influsso che potrebbe avere sulla loro vita quotidiana. Molti, nel dubbio, votano NO. Solo la metà delle proposte dei referendum e solo un decimo di quelle delle iniziative popolari sono approvate dagli elettori. La partecipazione al voto di solito è intorno al 40%. Si sta ora considerando la sperimentazione del voto per via elettronica, con la speranza di incrementare in questo modo la partecipazione.

Anche se un’iniziativa non è approvata, il dibattito che ne deriva costituisce un importante contributo alla vita politica, è può spesso cambiare gli atteggiamenti a lungo termine.

Juliet ha detto...

giusto per essere precisi...in tutto questo non hai chiarito cosa sia di base la democrazia diretta...
"La democrazia diretta è una forma di democrazia nella quale il cittadino non è obbligato a delegare il proprio potere politico, ma mantiene la possibilità di proporre e votare direttamente le leggi, conservando soprattutto la possibilità decisiva di modificare direttamente le regole del gioco (la costituzione)." più chiari di wikipedia non si può...
cmq vedo che sei molto preparato in merito...bene bene..dovresti leggere anche gli altri riPOLITICando....

Anonimo ha detto...

Credo che il contributo maggiore di Pareto, nella sua rappresentazione teorica della classe eletta (CE) e della classe non eletta (CnE), stia nel concetto-corollario di "Circolazione delle élites".
Tale teorizzazione è molto vera in quanto egli sostiene che le CE, e quindi quelle destinate al governo, non costituiscono entità statiche in quanto all'inizio gli elementi migliori possono essere annoverati in questa classe però il loro livello si degraderà col tempo (fase discendente), mentre, al contrario, nella CnE si formeranno nuove energie e risorse (fase ascendente) che andranno a fomentare le CE.
In pratica non si può avere un concetto statico di stato inferiore o stato superiore della società. E' la storia dell'uomo. La CE evolve verso la CnE.

Ferragus

domenico letizia ha detto...

hai ragione scusami alla fine ho solo detto tante cose senza il succo. Ma non mi preoccupo tanto hai chiarito bene che significa,sottile e precisa quello che a me manca........
buona la pizza a portafoglio! anche per il portafoglio...

Juliet ha detto...

credo di non aver capito la questione della pizza...scusa, ma l'intuizione perde un po' quando non si sentono le sfumature della voce sulle battute...

domenico letizia ha detto...

no nessuna battatuta io studio a napoli è veramente buona la pizza lì.............

domenico letizia ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Juliet ha detto...

anch'io prendo la pizza a portafoglio a napoli a volte, ma da me è altrettanto buona.

Cassa ha detto...

Sarò distruttivo, ma...più tu pubblichi sul blog questi riPOLITICAndo più cala la mia stima per i politologi...ed è ovvio che non c'entri tu, ma quello che scrivono loro...

Anonimo ha detto...

@cassa
Non è detto che avere la tua stima voglia dire essere riconosciuti competenti "per chiara fama". Tu non sai ciò che dici. Potresti avere di fronte economisti e liberi docenti universitari. Non studenti alle prese col primo esame di fisica. Un pò di umiltà non ti farebbe male.

Ferragus

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