lunedì 31 marzo 2008

IL VAMPIRO



Tu che t'insinuasti come una lama
Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato: come alla bottiglia
L'ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l'ostinato
Giocatore, che sia maledetta.

Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
Di conquistare la mia libertà;
Ed il veleno perfido ho pregato
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M'han detto: "Non sei degno che alla tua
Schiavitù maledetta ti si tolga,
Imbecille! Una volta liberato
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
tu faresti rivivere il cadaver
del tuo vampiro, con i baci tuoi!".

(C. Baudelaire)



Dedico questa poesia (tratta da "I FIORI DEL MALE") ad una vecchia presenza che ha accompagnato me ed un'altra persona cara in un periodo che ci ha prima unite e poi separate...Lei capirebbe.

6 commenti:

Cris ha detto...

ciao carissima!!!!ho letto il tuo commento!!!!non volevo assolutamente renderti triste!!!giuro!!!!buon inizio settimana cara!!!!!notte,sogni doro.ciao

sR ha detto...

baudelaire è un grande

Flavio Base ha detto...

Le tue mutande sono a casa mia. Flavio.

Juliet ha detto...

bel pesce d'aprile...peccato che io non ti conosca e non abbia il vizio di lasciare mutande in giro... :)

Anonimo ha detto...

presenze inquietanti di un tempo passato... Ci sono cose, che come i vampiri, sono "eterne"...sempre che non venga nessuno a ficcarti un paletto nel cuore...

Juliet ha detto...

.......già.....

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