venerdì 25 aprile 2008

Di ieri sera ricordo...

Un cancro, non l'ho mai visto ma so che c'è...che porta agonia e ti libera con la morte. Si nutre di ignoranza e su questa si riproduce...è come se fossimo malati tutti...è dovunque, persino nei cessi degli asili. Te lo ritrovi in bocca, nelle vene e nel cervello. Ti veste di squallido e di schifo. Offre un servizio al giusto prezzo...è uno schiaffo all'evoluzione, la camorra si evolve con falsi miti. Dannato dio denaro!

Muore un ragazzo a Napoli? ...Chi se ne frega, è stata la camorra e c'era dentro sicuramente anche lui!!!
Muore un ragazzo in qualsiasi altra città? ...Oh povero ragazzo, chi sarà stato???

Io non mi ci mischio con gli assassini. Quando esco dalla Campania sono fiera di dire da dove vengo. Chi non ha seminato male non merita di raccoglierne.

La colpa è anche nostra...è la parte buona ad arrendersi prima di cominciare. Non dobbiamo parlare uno alla volta, ma AGIRE tutti insieme.

Un ragno, la cui tela è talmente fitta che si ramifica nelle teste e sulla pelle di croci e statue ostentate per pubblicità e timore divino.

Non capisco, ma delle favole esiste solo la parte marcia???
Poi si domandano perchè la tristezza e la malinconia siano sempre nello sguardo del giusto. Io invece mi chiedo come fa ad essere malinconico per qualcosa, come il bene, che non ha mai visto?
Ci si sente vecchi dentro...assorbi tutto sulle tue ossa, e lì te le tieni le morti ingiuste.

L'amore è cieco per chi non vuol vedere, anche i difetti della propria terra passano in secondo piano di fronte all'amore. Tutti gli angoli vengono smussati e quindi è facile far finta di non vedere di non sentire...ma se lei c'è ancora....è anche colpa nostra!

1 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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