giovedì 8 maggio 2008

Quello era un Politico.

Tutto ha inizio il 16 marzo1978 in via Fani a Roma. L'auto di Aldo Moro e dalla sua scorta viene bloccata e attaccata dalle Brigate Rosse.
I 5 uomini della scorta ( Oreste Leonardi, Raffaele Jozzino, Francesco Zizzi, Giulio Rivera, Domenico Ricci) vengono uccisi quella mattina, mentre il presidente della Democrazia Cristiana viene rapito.

Nello stesso giorno il governo Andreotti ottiene la fiducia anche dal PCI. Per la prima volta c'era una maggioranza così forte in Parlamento. Allora, il presidente della Repubblica Italiana era Giovanni Leone.

Moro fu sotto posto ad un processo politico durante la prigionia, per il suo rilascio le BR chiedevano uno scambio di prigionieri con lo Stato Italiano, invano a quanto pare.
La storia dell'epoca racconta che vennero mobilitate tutte le forze politiche, Papa VI e addirittura Cosa Nostra...mah!

Trascorsero 55 i giorni prima che una gelida telefonata comunicasse dove trovare il corpo di Moro. Ironia della sorte nel cofano di una Renault R 4 rossa, in via Caetani, poco distante da Piazza del Gesù dove era situata la sede nazionale della DC.

Domani, 9 maggio, sarà l'anniversario del suo ritrovamento. Personalmente, trovo assurdo che i ragazzi di oggi non conoscano Aldo Moro. Mi sono imbarazzata al sentirlo confondere con un cantante, con un imputato in un processo, o a conoscerlo solo per la toponomastica delle città.
Aldo Moro è stato un Politico italiano vittima del terrorismo delle BR.
Oggi di Politici, con la P non si può più parlare. Oggi in parlamento abbiamo imprenditori, e facce simpatiche. Oggi in parlamento ci si arriva per l'appetibilità di una poltrona e non per gli interessi o le ideologie.

Ricordare casi del genere dovrebbe farci riflettere sulla realtà che abbiamo di fronte.


"Non basta parlare per avere la coscienza a posto: noi abbiamo un limite, noi siamo dei politici e la cosa più appropriata e garantita che noi possiamo fare è di lasciare libero corso alla giustizia, è fare in modo che un giudice, finalmente un vero giudice, possa emettere il suo verdetto." (Aldo Moro)

11 commenti:

Bk ha detto...

le brigate rosse si trovarono in un gioco più grande di loro...
cominciarono con degli ideali e si ritrovarono in una guerra che è andata contro tutti, loro stessi compresi.
credo che siano stati anche usati, da chi nel governo di allora non ha fatto nulla per salvarlo: moro era scomodo anche per i suoi compagni di partito.
E' stato un capitolo tristissimo della nostra politica e della nostra storia.
Abbandorano un uomo, un amico ed un collega: chissà come dormono la notte...

Anonimo ha detto...

Oggi nel Parlamento italiano siedono ancora coloro che hanno voluto la morte di Moro. O che non fecero nulla per evitarla. Solo Craxi tentò di fare qualcosa per la scarcerazione del Presidente. Egli morì in Tunisia.
Non ci sono legami? Mah! Eppure qualcosa...

Dreyfus

Juliet ha detto...

è vero, allora mentre il parlamento si preoccupava della sicurezza dello stato, il partito socialista si preoccupava dell'uomo in ostaggio.

Cassa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cassa ha detto...

Sì, ma la guerra è stata vinta. Lo sarebbe stata ugualmente, se si fosse accettato di trattare?

Bk ha detto...

@cassa: guerra vinta? da chi? da chi per evitare indagini sulla strage di ustica ha fatto saltare la stazione di bologna? lasciamo perdere...

Juliet ha detto...

Non si tratta con i criminali se non per bleffare...io credo però, che il modo per salvare Moro si sarebbe trovato cmq.

Juliet ha detto...

e poi...se VOLERE è POTERE per il singolo individuo...figuriamoci per lo Stato.

su610 ha detto...

Non concordo minimamente quello che hai scritto...

Juliet ha detto...

capita...

Anonimo ha detto...

@cassa

Ma dove vivi, nel mondo dei balocchi?
La guerra vinta dallo Stato sui terroristi? Sveglia su che è mattina!
Non offendere la memoria di quanti negli ultimi anni, dopo Moro, e sono moltissimi, sono caduti per mano di terroristi politici.
Non dire fesserie.

Dreyfus

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