giovedì 11 settembre 2008

"Signor presidente, l'America è sotto attacco"

Non ho mai accettato la "commercializzazione" dell'undici settembre. Sono state dette tante cose ma poche realmente importanti. Raccontare la storia di ogni singola vittima non esaurirebbe la necessita di sapere, e nessun ragionamento giustificherebbe mai un'azione de genere.
Ogni anno ho ricordato quel giorno in privato. E non come una data di storia da raccontare ai miei figli, ma come un giorno di ansia vissuto in prima persona.
Quest'anno lo sento di nuovo vicino perchè Lilith è su un aereo proprio in questo momento.
Sette anni fa vidi la cosa in diretta, dal letto di camera mia, con gli occhi sgranati... Faith era appena tornata dall'Inghilterra e non avevo ancora avuto sue notizie. Avevo paura. Una persona che amavo era su un aereo. Mi precipitai a casa sua e per fortuna lei era lì. Mi rasserenai, ma non del tutto.
L'ansia c'era ancora. Dovete sapere che mio fratello vive a New York con la famiglia. Immaginate lo stato d'animo che c'era a casa mia. Le linee telefoniche non andavano e non riuscivamo a contattarlo. Si tremava, arrivavano telefonate di persone che volevano notizie di mio fratello, ma non ne le avevamo. Poi la sera, o quella notte, ora non ricordo con precisione, ci ha telefonati mia cognata. Stavano tutti bene, nessuno di loro si trovava da quelle parti, lui era rimasto in quel caos...ma stava bene. Stavano tutti bene. Che sollievo...
Ora io so che la magagna governativa c'è stata, forse si poteva anche evitare. Ma se solo provo ad immedesimarmi nei panni dei familiari delle vittime... Trovo inutili le guerre. Non riporteranno indietro le Twin Towers. Ci si può solo arrabbiare con chi sapeva e non ha fatto niente.

2 commenti:

Blogger ha detto...

Ciao Juliet,
piacere Dario, Blogger di ITALY ITALIA - ITALIANO ITALIAN (satira politica e sociale).
Bel blog, complimenti!
Ho letto ora questo post.
New York, le Twin Towers.
Ho vissuto in prima persona un attentato terroristico, l'anno scorso, a Casablanca.
Non mi sono fatto male, diciamo così, ma la paura fu enorme (luogo dell'attentato: 300 metri dal mio appartamento, Scuola Americana).
New York, a ragione dato il numero di vittime, è diventato l'emblema del terrorismo.
Peccato, come hai capito, che dietro al terrorismo vi siano governi (arabi e occidentali), persone influenti (arabe e occidentali) e poche, la minoranza, te lo assicuro, persone comuni (arabe o occidentali).
Quelle sono le vittime.
A presto, sul tuo o mio blog.
Ciao.
Dario.

roy ha detto...

Anche io penso che fosse già tutto preparato ma d'altronde noi poveri mortali che possiamo fare? Riguardo la commercializzazione dell'11 settembre, a LORO fa comodo perchè distolgono l'attenzione da ciò che conta davvero ma d'altra parte vi è un fattore che noi italiani abbiamo perso da almeno 2000 anni e cioè il potere di sapere che esistiamo anche noi, nato dall'ideologia e dal vigore dell'immagine che autocelebra un popolo, con il ricordo di quello che non deve più essere,aumentando così il concetto di amor di patria e sviluppando un processo d'indentità.

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