sabato 18 ottobre 2008

Per non restare indifferente

C'è un motivo preciso per il quale non ho trattato l'argomento Gelmini finora, ed è semplice. Sono troppo "incavolata" per evitare di parlare senza pensare, così vedendo che già altri se ne stavano occupando ho creduto superfluo che lo facessi anche io. Anche se ora ripensandoci non credo sia un ragionamento logico.
Dunque, sapete come faccio, prendo un argomento e parto dalle basi.
Le parole più cliccate nell'ultimo periodo sulla piattaforma di Google sono: Decreto Legge 133 Gelmini.
Tutte le università non sono rimaste impassibili, e i movimenti si fanno sempre più rumorosi. Basta ascoltare una semplice assemblea di collettivo perchè risuonino argomenti quali: maestro unico, tagli ai fondi, privatizzazione, trasformazione degli atenei in fondazioni, problema per le assunzioni e conseguente tasso di disoccupazione.
In giro, di saggi dettagliati se ne trovano quanti volete, non sarò qui a riassumervi il testo della legge, ve la linko insieme ad un articolo de Il Sole 24 Ore e un altro de La Stampa, altrettanto esaurienti, perchè questo basta. Piuttosto è il mio punto di vista che vorrei esprimere.
Cosa ne penso? Penso che un popolo di ignoranti sia più facile da governare e che questo processo di degradazione dell'istruzione sia iniziato già qualche legislazione fa.
Penso che nessun privato investirebbe i fondi necessari in una facoltà umanistica del sud, cosa ne ricaverebbe? E penso che non sappiano o si siano dimenticati che alla scuola privata, almeno qui, ci vai quando ti hanno bocciato a quella pubblica per "recuperare" gli anni persi e "guadagnarti" un diploma con più facilità.
Credo anche che un maestro unico abbia due lati negativi: meno professori vuol dire meno assunzioni, più lavoro per uno solo vuol dire più stress. Altra cosa che mi è capitato di sentire mentre due professoresse di liceo parlavano tra loro:
-spiegami come fanno i supplenti ad accumulare ore di lavoro se i professori non possono più assentarsi come prima?!
Beh è vero l'assenteismo è all'apice, ma non è un problema che parte dalla scuola.
Sono d'accordo al reinserimento dell'educazione civica e dello studio della Costituzione, mi vergogno quando vedo un italiano ce non conosce i suoi diritti se non per senso di consuetudine. Credo vada bene anche la valutazione della condotta degli studenti, visti i precedenti, ben documentati in rete. Vada anche per la permanenza minima dei libri di testo. Ma ripeto, non mi piacciono tutte le modifiche che verrebbero apportate alla realtà universitaria. C'è chi parla di blocco dell'anno accademico, ma non credo serva a molto...è troppo facile per chi di dovere far finta di non sentire. Credo che di aria di dissenso ce ne sia anche abbastanza in giro. Se è vero che le leggi sono fatte per il popolo, e che il nostro sia un paese democratico dove la sovranità appartiene al popolo, non credete che l'ultima parola, se non proprio la prima, spetti a noi?

9 commenti:

Cassa ha detto...

Io ritengo ci sia una bella differenza tra riforma dell'istruzione e riforma dell'università; e premetto che le informazioni che so mi sono state riferite dai nostri rappresentanti degli studenti, in prima fila ad organizzare manifestazioni di protesta.

E la mia valutazione è che non ci sia niente di scandaloso nei provvedimenti (non sono una riforma) riguardanti l'università.

Esiste un taglio del 20% del turnover. Ok, meno assunzioni, più fuga di cervelli etc. etc. Ma questo significa che se vanno in pensione cinque professori ne vengono assunti quattro; ed il taglio del fondo ordinario (di cui avevo trovato la quantificazione, mi sembra di ricordare dell'ordine del tre-quattro per centro, fa riferimento agli stipendi in meno da pagare. Niente tagli generalizzati.

E poi, permettimi!, la questione delle fondazioni. Ne avevamo già discusso qualche tempo fa sul blog di Hellen - trasformando le università in enti di diritto privato, si apre sì all'ingresso di privati (leggasi aziende) nei consigli d'amministrazione e come finanziatori. Con quindi la conseguenza che alcune università (ritenute a torto o a ragione più utili di altre) troveranno molti finanziamenti e altre resteranno un po' al palo.
Ma, molto italicamente, lo Stato si impegna a pareggiare il bilancio di queste fondazioni; dunque, più finanziamenti, meno costi per lo stato, nessun finanziamento, costo di prima.

Certo, se poi se ne fa una questione di principio (tipo la ricerca deve essere libera e cose così)...

Juliet ha detto...

si è vero, il mio è stato un discorso molto generico sulla riforma in generale...e molto confuso, chiedo venia, l'avevo detto a priori che rischiavo di parlare senza pensare. :)

Juliet ha detto...

continuo però al non essere d'accordo con la riforma universitaria...già con i fondi di ora fa abbastanza rabbrividire...figuriamoci se fosse su semplice concessione di privati

Anonimo ha detto...

caro Cassa permettimi di dirti una cosa senza volermente, ma vatti ad informare un po' meglio, per ogni 5 docenti che vanno in pensione ne viene assunto SOLO UNO!!! ed è uno scandalo. 1) non ci sono più assunzioni, 2) chi prende il posto degli altri 4??!! ci sarà sempre meno personale e meno cultura da diffondere dato che per 5 anziani entra un giovane...il FFO verrà tagliato di una quantità assurda...e poi ci sono tante altre cose. Prima di scrivere certe cose informati meglio by un ''amico'' di Juliet molto incazzato

Anonimo ha detto...

per informare un po' di più...presa da un altro sito

Con la legge 133/2008 si vuole:

-Ridurre i fondi alle università di 500 milioni di euro nei prossimi tre anni, ma la cifra sale ad 1 miliardo 441 milioni e 500 mila euro se si considerano i prossimi 5 anni fino al 2013 (art.66 comma 13)

-Aumentare il peso dei privati nella gestione e amministrazione degli atenei e anche nella formazione universitaria.

-Limitare il turnover al 10% per il 2009, al 20% per il 2010/2011, e 50% per quello 2012/2013 (art. 66 commi 3, 7 e 9) dei pensionamenti, questo vuol dire che i giovani ricercatori non avranno carriera (quindi oltre a dover fuggire all’estero per mancanza di lavoro, “fuga dei cervelli”, ora dovranno fuggire all’estero molto prima…).
Riduzione del personale, che non significa solo meno spesa, ma anche meno servizi per tutti (che già in alcuni casi non sono di livello alto quindi figuriamoci…)

-La possibilità per tutti gli Atenei, che siano “in rosso” o no, di trasformarsi in fondazioni, ciò significa PIU’ TASSE PER TUTTI perché un privato non è tenuto a rispettare il tetto del 20% sul Fondo Finanziario Ordinario dell’università.

-le fondazioni private diventano proprietarie di tutto ciò che prima era dell'Ateneo, COMPRESI GLI IMMOBILI, senza alcun onere (articolo 16, comma 2);

- lo statuto di ogni singola fondazione può prevedere l'ingresso di soggetti privati nel CdA (art 16, comma 6);

- lo stesso statuto sancisce, senza alcun quadro normativo nazionale, le regole da applicare in campo:

-finanziario&contabile = tasse (art 16, commi 6 e 7),

-gestionale&organizzativo&amminis trativo = possibile chiusura corsi e facoltà "non redditizi" o "scomodi" (art 16, commi 6 e 7)

Avere un’università privata significa anche la scomparsa di molti corsi riducendo quindi l’offerta formativa complessiva, ma anche la didattica potrebbe risentirne… insomma… uno studente che paga 5000 o più euro l’anno per fare l’università privata potrà giustamente pretendere di passare gli esami no? A questo punto direi che la Gelmini potrebbe far amministrare l’università a Cepu…

E questo è in breve quello che riguarda l’università… se poi parliamo del maestro unico alle elementari che ci porta indietro di venti anni possiamo capire come, senza fare polemica politica, questo governo stia penalizzando l’istruzione e la ricerca.

In genere non amo fare discorsi politici ma l’obiettivo finale del governo sembra un po’ : "una massa di ignoranti da governare e pochi ricchi istruiti che governano"

Questa Cause vuole sensibilizzare tutti coloro che non sono a conoscenza del problema e, grazie ai contributi di tutti, informare sulle iniziative contro la L.133/08 nelle varie città.

Grazie a tutti e diffondete,

Juliet ha detto...

si sta girando la mail con queste informazioni...credevo lo sapessero tutti..la mia facoltà è in ebollizione, si sono create "rivolte" improvvisate in rettorato...credevo che fossero informazioni di dominio pubblico, ma a quanto pare mi sbagliavo.

Melpomene ha detto...

anonimo non so chi sei ma sei un graaandeeeee!Juliet quando sei dotta ti amo di più

Juliet ha detto...

l'anonimo è "quel" mio amico che non è mio amico in fin dei conti

Caterina ha detto...

Se la costituzione fosse applicata alla lettera sarebbe una cosa meravigliosa.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...