venerdì 14 novembre 2008

Le mie amiKe e io.

C'è una mia amica che è alla continua ricerca di quello giusto... e sono sicura che da qualche parte c'è quello giusto che non riesce a farsi un'idea del perchè non l'abbia ancora trovata.

Ce n'è un'altra che problemi non ha mai avuto e questo le ha condizionato il modo di porsi con gli altri per tutta la vita. Ma come potrei sperare che le arrivi una batosta per darle una mano?!... è così innocente il suo modo di far del male che è impossibile fargliene una colpa.

Poi c'è quella che sembrava invincibile, la roccia umana, e che invece non riesce a tener testa ai suoi propositi. Con me è... è sempre lei... ma con lui, non è quella che conosco io. Non è più una roccia, è un sassolino che ha paura di cadere dalla montagna al primo vento se non si tiene ben stretta.

Quell'altra, invece, che vuole continuare a trascinarsi un difetto che le ha rovinato la vita, non riesce a trovare la forza di mandarlo a pu***ne. Sicuramente è bellissima, sveglia ma ha un blocco che si è tirato dietro qualche amichetto dei suoi per farla stare male.

Non dimentico certo quella che, in questo periodo, crede di aver trovato la chiave della felicità nel dire NO. Credo che l'unica a cui dobbiamo rendere conto sia la nostra coscienza quando andiamo a dormire...ma se lei crede che vada bene così, non vorrei essere nei suoi panni quando il vento girerà.

Mi collego a quella che ha fatto della sua vita una colpa. Non so lei, ma io e tutte le altre siamo felici che lei sia qui. Le griderei in faccia che nulla è stata colpa sua, che non deve essere alla disperata ricerca di essere amata, perchè chiunque glielo gridi come faccio io, si ritrova davanti un muro. Certe persone hanno un'abilità a trovare le persone sbagliate. E poi, dovrebbe ricordarsi che la cosa giusta è sempre quella più complicata.

Infine, potrei parlare dell'ultima arrivata tre le mie telefonate e tra le mura della mia camera. Quella che forse ha un po' più di sale in zucca, ma è tanto fragile quanto forte. Sembrerebbe un paradosso. Ma una persona che si sacrifica per chi ama e poi da a quest'ultimo il potere di ucciderla come la definireste?


Io? Beh, io avrei bisogno di una vita di psicanalisi, o forse un paio di minuti con qualcuno basterebbero... forse, il mio difetto più grande è quello di essere troppo legata al passato, agli affetti e a quello che mi hanno dato. La cosa peggiore per me sarebbe perdere una delle persone che amo. Sono loro il mio punto di forza...visto che una famiglia consuetudinaria non l'ho mai avuta.

12 commenti:

Erica ha detto...

Davvero bello questo post! Anche io sono come te, sono troppo attaccata ai sentimenti e alle persone che mi stanno vicine. Vivo nel pensiero costante che ci sono loro con me, e non riesco a fare nulla senza sapere di avere il loro appoggio. Credo anche io che sia un difetto. Personalmente mi limita molto. Baci!

Morgana ha detto...

Il vento non girerà... almeno stavolta... non questa volta...

Melpomene ha detto...

Chi studia psicologia qui???...non so se è empatia o cosa...ma ti voglio bene!(io comunque la definirei:innamorata ma matta!...)

ASTERIX ha detto...

NON SONO PSICOLOGO MA COMUNQUE I SALUTI TE LI FACCIO UGUALE,BUONA DOMENICA JULIET
ASTERIX

Voxdei ha detto...

L'amore è sempre un tremendo ed incredibile delirio...
Ancora non sono riuscito a capire nulla sulle dinamiche distorte che lo governano, ma sto ricevendo numerose ed interessanti lezioni a riguardo, in questi gironi...quella meno personale vorrei raccontarla qui, approfittando del tuo spazio, sotto forma di consiglio: spendi un paio d'ore del tuo tempo guardando "Stardust"...e consiglialo alla tua amica.

Un abbraccio

scrittrice75 ha detto...

ciao ti ho assegnato un premio. passa da me a ritirarlo. buona domenica da angela

Melina2811 ha detto...

ciao, ho trovato questo post molto interessante ed anche io sono molto semtimentale. Maria

Alexandro ha detto...

Ciao Juliet, perdonami se vado fuori tema, ma, siccome ho fatto un pò di casini trafficando sul mio blog, vorrei avvisarti che ho cambiato indirizzo:
http:/ottimismocontemporaneo.blogspot.com
Il link al tuo blog è ancora al suo post
Un saluto da Alexandro
Ciao

Caterina ha detto...

Io per l'ultima una definizione ce l'ho:caterausismo disperato e folle.
Sono affetta anch'io dalla stessa patologia.
E mi sono riconosciuta un po' in tutte loro..

Joly ha detto...

Non faccio del male...
Il più delle volte lo fanno gli altri a me...e preferisco tenermelo dentro...
Ho vissuto nell'ovatta, ma anch'io ho i miei problemi, i miei complessi, le mie debolezze...
...
Faccio del male....?Chiedetevi il motivo, ogni tanto...
Sono felice di essere ingenua, perchè le mie azioni non sono mosse dalla cattiveria...ma io non faccio del male...se lo faccio a volte, c'è un motivo...non è ingenuità...
Dato che ho vissuto nell'ovatta non posso comprendere problemi più grandi di me e quindi non posso dire o fare le cose giuste al momento giusto, quindi sbaglio e magari faccio del male...avete idee di quanto sia stressante non esser d'aiuto a nessuno...?Di non riuscir a dir nulla nel modo giusto???
io almeno sono fortunata..eh già...circonadata da persone che hanno problemi così grandi che i miei sono banalità e che quindi mi diranno le cose giuste...e io???
Inerme non posso mai ricambiare...

Juliet ha detto...

sapessi qnt volte hai aiutato tu me...ci hai mai pensato? secondo te perchè qnd vado da qlc parte lascio i miei recapiti prima a te e poi alla mia famiglia? e perchè lascio le mie cose nelle tue mani? e perchè qnd sto male chiamo te?

Joly ha detto...

;_)

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