martedì 24 aprile 2012

Parole d'altri tempi

Le parole non vengono mai usate per i giusti scopi. A volte parli a vanvera  giusto per dimostrare che hai un'idea; a volte le usi per far finta di seguire un discorso, a volte hai un chiasso dentro che poi non riesci a tirar fuori... vengono dosate male...

C'è chi le usa per combattere e le nasconde come un fucile calibro 22. 
Linguaggi troppo tecnici o troppo volgari. ma dove sono finite la semplicità, l'educazione e il VERO rispetto?
Prima ci si sentiva grandi per i gesti fatti, ora per le parole usate. Una volta una mia insegnante ignorante disse una cosa saggia: diffidate da chi usa paroloni per far credere che conosce un argomento, in realtà un pieno di sè.
... continuo a sentirmi piccola quando quelle importanti non vengono fuori.

7 commenti:

Voxdei ha detto...

Parole d'altri tempi per persone d'altri tempi.
Te lo ricordi un buon vecchio Ligabue prima della svolta commerciale? Il Liga di "Non è tempo per noi", tanto per intenderci. Quello buono, schietto e sincero come il lambrusco. Senza fronzoli.
Poi abbiamo paura di dire le cose che contano. Io ne ho una paura fottuta, specialmente quando c'è in ballo la sofferenza. E tu?
Ho scoperto quanto davvero sia difficile dire "Ti amo" quando lo pensi davvero, ho scoperto che quando lo si dice con troppa facilità è invece una bugia... perché ci sono parole che semplicemente bruciano in gola e non gliene frega niente di farti male, loro sono così, dannatamente semplici.

Shaina Quella Stronza ha detto...

E' per questo che ci sono i blog: per scrivere le parole che non riusciamo a dire!

Juliet ha detto...

@ voxdei: si,melo ricordo il Liga di Male non farà....sapessi quante cose mi bruciano in gola....loro sono tutti così maledettamente semplici e a volte qualcuno di loro può sembrare dannatamente bravo a fingere di non esserlo...

Voxdei ha detto...

Juliet, Juliet... a volte non so se siano le parole per davvero oppure la nostra gola troppo stretta e chiusa per liberare parole come queste. Oppure le parole sono come proiettili. Non so quanto senso abbia quello che dico.
So però che devi sputare fuori tutto quello che ti brucia dentro, gridarlo, magari spaccando tutto quello che puoi e vuoi distruggere. Forse non lo sto dicendo a te, ma a me stesso.

Quello che vedo però, pur senza essere un medico, è che anche tu hai una strana malattia che si chiama vita... adesso pensa alla cosa più bella che hai avuto nella tua vita e metti su il tuo sorriso migliore: parafrasando De Andrè, in mezzo a tutta questa merda troverai degli splendidi fiori.

Prego per te, mia vecchia amica di blog.

Empatia ha detto...

un blog molto interessante sul tema empatia

Anonimo ha detto...

parole che bruciano... che ti frullano il cervello...quelle che vorresti dire e pensi "meglio di no...troppi guai..." anche questo è sbagliato...? non bisognerebbe dire sempre quello che si pensa....?molte persone si vantano di questo "IO DICO SEMPRE QUELLO CHE PENSO" che ipocrisia assurda.. è giusto tener per sè i propri pensieri e le proprie opinioni. Sono convinta di questo... e sono convinta che nessuno parli SENZA FILTRO, che tutto ciò che frulla nel cervello scendo giù nella gola... quindi anche questa è una bella frase fatta di paroloni...
...
e poi ci sono parole che non riesci a pronunciare dovute all'insicurezza sulla padronanza del linguaggio...
hai tanto da dire ma non sai come dirlo, ci provi, parli, ma con voce tremante e balbettante, anche su un argomento in cui ti senti preparata. ed ecco che chi ti ascolta pensa "MA CHE STA DICENDO?".... e ti senti piccola...
ma forse sono andata fuori tema, ma mi andava di scriverti...

Juliet ha detto...

mi manchi anche tu mangie....

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